Il Mutismo Selettivo

Il mutismo selettivo


Il Mutismo Selettivo (MS) è un disturbo dell’infanzia, caratterizzato da una persistente impossibilità di parlare in situazioni sociali specifiche, quando è richiesta una certa interazione sociale (ad esempio a scuola), mentre in altre situazioni, solitamente nello stretto ambito familiare, parlare risulta possibile.

Un bambino con MS può non parlare assolutamente con le maestre di scuola e con i suoi compagni, mentre, al contrario, può parlare fluentemente con i genitori e i fratelli a casa.

L’incapacità di esprimersi liberamente, non è generalmente dovuta a immaturità del sistema linguistico o a particolari deficit cognitivi, né si tratta di inabilità legate al processo di articolazione ed espressione linguistica.

L’anomalia interferisce con i risultati scolastici e/o con la comunicazione sociale.

I bambini che soffrono di MS appaiono timidi, inibiti a livello comportamentale, ritirati, talvolta oppositivi e ansiosi. Studi evidenziano che circa un bambino su mille soffre di MS, dato probabilmente sottostimato.

Questa patologia può presentarsi in concomitanza con l’ansia e l’evitamento tipici della fobia sociale; il silenzio dei bambini infatti è solo il sintomo più evidente di un quadro più complesso di origine ansiosa.

L'ansia


L’ansia è un particolare stato fisico e mentale che sopravviene nel momento in cui l’individuo viene sollecitato da una situazione, interna o esterna, di pericolo o di incertezza.

Per situazione esterna si intende una situazione reale di pericolo percepita dall’individuo, come ad esempio un ambiente ostile, che possa metterne effettivamente a rischio l’incolumità. Per situazione interna si intende una situazione pericolosa, immaginaria o reale, un pensiero negativo, un dialogo interno negativo.

Di per sé l’ansia non è patologica, lo diventa nei casi in cui le reazioni sono spropositate rispetto all’evento, oppure la reazione d’ansia è presente nella gran parte del giorno o della notte. Il disturbo d’ansia è caratterizzato da sentimenti pervasivi di preoccupazione con evidenti sintomi fisici, difficili da controllare.

Nei bambini e negli adolescenti si manifesta principalmente con preoccupazioni relative agli impegni scolastici o alle prestazioni in generale, come gli impegni sportivi, o gli impegni sociali.

Può essere presente una tendenza al perfezionismo che genera uno stato di tensione, che può portare o ad un impegno eccessivo o a comportamenti di evitamento. Il bambino ansioso vive costantemente un vago sentimento d'oppressione, associato ad un atteggiamento di attesa di un avvenimento vissuto come spiacevole ed imprevisto.

L'angoscia nei bambini trova espressione attraverso il corpo, sotto forma di sintomi somatici, come cefalea, vomito, dolori addominali o agli arti, oppure può diminuire la capacità di attenzione e manifestarsi distrazione e svogliatezza.

A partire dalla preadolescenza (11-12 anni) l'angoscia si esprime anche attraverso crisi di collera, atteggiamenti di continua richiesta, alterazioni comportamentali. In questa fase si riscontra una sintomatologia complessivamente più grave, con un maggior numero di sintomi, una maggiore compromissione del funzionamento sociale e personale ed una maggiore e più evidente sofferenza soggettiva.

I disturbi d’ansia nei bambini e negli adolescenti comprendono:

  • sindrome d’ansia da separazione
  • sindrome fobica dell’infanzia
  • sindrome da ansia sociale nell’infanzia
  • disturbo da rivalità tra fratelli
  • sindromi o disturbi emozionale di altro tipo
  • sindrome ansiosa generalizzata nell’infanzia

Il riconoscimento precoce e la presa in carico di ansia e mutismo selettivo impedisce che si sviluppino problemi più gravi e limita le ricadute negative che interferiscono sul piano scolastico, cognitivo, relazionale e affettivo del bambino.

E' importante, quindi, individuare il più precocemente possibile la presenza di segnali di sofferenza nello sviluppo del bambino, in quanto la possibilità di agire efficacemente a livello terapeutico sul disturbo sarà maggiore.